Il paradosso dei nostri giorni

Non so se tu hai già colto questa sfumatura prima di me, ma qualche giorno fa, dopo aver visto un film ambientato in tempi medievali  mi sono ritrovata a riflettere su qualcosa che abbiamo costantemente davanti agli occhi, ma forse proprio per questo, non riusciamo a vedere.

Il ventunesimo secolo è davvero un tempo di opportunità pazzesche. Se non entriamo nello specifico di piccole realtà nazionali, noi non siamo più repressi dalla società, non siamo più proprietà di qualche signore che ha assoluto potere sul nostro destino, abbiamo a disposizione risorse e tecnologia, corsi, informazioni, cultura ed educazione pressoché a qualsiasi livello sociale, ma, e questo è il grande paradosso, siamo perennemente schiacciati al suolo dalle nostre paure, dalla tensione e dalla convinzione che non siamo abbastanza, non abbiamo abbastanza, siamo sempre un passo indietro rispetto a quello che vorremmo essere. 

Viviamo schiavi di ciò che immaginiamo sarebbe più giusto essere per corrispondere alle aspettative di questa società. Piu’ magri, più dinamici, più curati, più ricchi, più eleganti, più intelligenti, più riconosciuti… più, più, più. 

Siamo inconsapevolmente schiavi della mancanza, quando in realtà siamo le generazioni più agiate, più privilegiate, più viziate della storia. Ma siamo abituati a vedere solo quello che non abbiamo. 

Perché?

Perché siamo condizionati a credere di “non essere abbastanza” e, come tali, di non meritarci l’amore e l’attenzione di chi abbiamo intorno. La soluzione più semplice che troviamo per riempire quel vuoto è desiderare di più o raggiungere di più. Pensiamo che accumulare oggetti o risultati curerà quel senso di smarrimento inconscio che abbiamo dentro. 

Lo conosco bene. Per me la “cura” è sempre stata quella di raggiungere risultati sempre più alti e meritevoli di stima e ammirazione, ma, immancabilmente, il raggiungerli generava l’inconscia ansia di trovare qualcosa d’altro da raggiungere per dare continuità a tale emozione. Facile capire come tale atteggiamento possa diventare presto una droga o una ossessione. Tutte le nostre dipendenze (cibo, lavoro, shopping, fumo, alcol, droghe, sport ossessivo, perfezione…) hanno in realtà la stessa radice: il nostro personale senso di inadeguatezza che ci spinge ad inventare modi e modalità per sentirci abbastanza. 

Peccato che questo “sentirsi abbastanza” sia una sensazione cosi fluida ed instabile e più alziamo l’asticella più si sposta, costringendoci ad un inseguimento che non si concluderà mai. 

L’unica vera cura che risolve il problema è accettare di essere abbastanza. Perché lo siamo, ma non ci hanno insegnato a crederlo. E’ socialmente più comodo mantenere le persone in uno stato di dipendenza e debolezza, ma ora possediamo davvero i mezzi per andare oltre qualsiasi condizionamento. E’ molto semplice, l’unico ostacolo è solo e semplicemente interiore: non è più necessaria nessuna rivoluzione per conquistare la libertà. 

La libertà del ventunesimo secolo è solo scelta. Libertà di scegliere a cosa credere. Ben sapendo che ciò che credi modella la realtà che sperimenti ogni giorno. 

C’è sempre un motivo per cui abbiamo cominciato a credere di non essere abbastanza. Per me è stata la mancanza di approvazione di mio padre. Io desideravo disperatamente il suo riconoscimento e la sua approvazione. Ma il fatto che non arrivava non è mai dipeso da me o dai miei risultati. Era un suo problema, una sua incapacità, che io ho fatto diventare una mia castrazione. Non avevo la capacità di comprenderlo quando ero bambina. Ma adesso si. E siccome lo vedo e lo capisco bene, scelgo anche di non giocare più a quel gioco. 

Questo per me è significato davvero diventare grande. Smettere di credere a ciò che sembrava vero agli occhi di una bambina. Diventare grandi non è tagliare un traguardo anagrafico dietro l’altro, è liberarsi della dipendenza, qualsiasi nome essa abbia. 

Questo è il vero passaggio che cura anche il paradosso dei nostri tempi: se diventi Grande non ci sarà più mancanza, perché avrai finalmente capito che tutto quello di cui hai davvero bisogno è sempre stato dentro di te e avrai solo voglia di farlo uscire.

(Pic courtesy Flickr - Amanda Tipton)

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Comments

  • Annalisa 29/09/2017 5:04pm (4 anni fa)

    Grazie per i vostri contributi preziosi che raccontano di persone curiose ed in cammino, che non si accontentano di lasciarsi spegnere dalle paure o dalle difficoltà, ma invece si impegnano in prima persona per fare evolvere il proprio futuro. La nostra società ha davvero tanto bisogno di genitori che diventano Grandi perchè solo cosi sapremo offrire un modello di serenità e forza interiore ai bambini delle nuove generazioni. Sono bambini meravigliosi e più evoluti di noi, ma, come tutti i bambini, guardano gli adulti per trovare ispirazione.

  • oriella 28/09/2017 10:31pm (4 anni fa)

    .

  • Luca Gandolfi 28/09/2017 12:34pm (4 anni fa)

    Annalisa!, che bello quello che scrivi, mi piace anche come affronti e parli della tua vicenda personale, a noi. Concordo sulle tue osservazioni che mi fanno apprezzare ogni giorno sempre di più quello che ho, senza pensare a quello che manca. Per me il bicchiere è prima mezzo pieno poi il vuoto lo colmo ma in modo consapevole e per scelta non per una paura che ho di non riuscire a farcela o a soddisfare mancanze/paure che mi sono state generate da altre persone (familiari compresi). Le tue parole mi fanno anche riflettere sul mio ruolo genitoriale che pur nelle mille variabili che lo contraddistinguono sento molto forte ed importante per assicurare a mia figlia una vita serena e senza paure o aspettative create dai genitori e fatte proprie dai figli. Alla prossima. Ciao

  • Cristina Furlani 28/09/2017 7:46am (4 anni fa)

    Grazie Annalisa! Grazie delle tue splendide parole.
    Riesci sempre a cogliere il punto debole di noi stessi. Non volevo capacitarmi di questa spiegazione, cioè che la mia insicurezza diveniva dal rapporto conflittuale con mio padre, ma grazie a te la sto elaborando. Sto aiutando me stessa a superare questa difficoltà. E' un percorso che tutte le persone devono intraprendere.
    Ora sono felice, ho trovato il mio equilibrio. Sono la pazza, divertente e solare donna e mamma,
    Grazie!

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