Chi vorrai essere quando tutto questo finirà?
Questa crisi ci sta togliendo tutto quello che avevamo e ci sta regalando tutto quello che non avevamo più: il tempo e la riscoperta della semplicità di vita. Ma come stiamo accettando ed integrando nella nostra vita questi regali farà una differenza enorme.
Siamo chiusi nelle nostre case e possiamo sentirci vittime di quello che ci sta succedendo. Temporaneamente bloccati nella nostra libertà di movimento ed azione. Costretti a subire la convivenza forzata con le nostre famiglie in poco spazio. Oppure possiamo interpretare questa situazione - assolutamente impossibile da immaginare prima - come una sfida ad andare oltre noi stessi e le nostre reazioni automatiche di sopravvivenza. Possiamo scegliere di obnubilare la nostra mente nel fare di tutto e di più anche dentro casa o possiamo anestetizzarci nella ripetizione di giochi o di serie televisive per non annoiarci e per far si che il tempo passi, oppure possiamo veramente comprendere come questo alt sia in realtà la grande occasione per rivedere, ripensare, riequilibrare ciò che non funzionava più ormai da tempo.
Quando torneremo fuori dalle nostre case tra qualche settimana il mondo sarà diverso. Il nostro atteggiamento verso il mondo sarà diverso. Ma chi saremo noi? Chi sarai tu? Chi vorrai essere quando tutto questo finirà?
Credo veramente che questa sia una meravigliosa occasione di ritiro interiore, sia una impareggiabile parentesi aperta nella tua vita per ripensarti e per riconnetterti con quella parte di te che non ha alcun interesse a sopravvivere, ma anela ad evolvere. Quante cose stai già osservando in questo spazio limitato in cui sei rinchiuso? Quante cose rispetto a te e rispetto alla nostra società non riesci più a tollerare per come sono? Quanti equilibri fasulli stanno inevitabilmente saltando? Quante relazioni esplodendo?
Questo benedetto tempo di distanza ci sta permettendo di vedere quanto poco amiamo in realtà i lavori che alcuni di noi hanno sempre fatto. Ci sta permettendo di vedere quanti sacrifici eccessivi abbiamo compiuto rinunciando al tempo con i nostri cari per pompare le nostre carriere verso l’alto. Ci sta permettendo di capire quanto poco ci siamo voluti bene, compromettendo i nostri valori per aderire alle richieste dei nostri ruoli.E questa intera situazione ci sta mostrando quanto vulnerabili e fragili possiamo essere, potenzialmente sconfitti da un virus invisibile, ma nello stesso tempo incredibilmente potenti da risorgere dalle nostre ceneri con una consapevolezza allargata.
Una opportunità collettiva ed individuale di profonda trasformazione. Io mi vedo e ci vedo come bruchi pronti a rinascere farfalle.
Ma cosa ti serve per operare questa profonda trasformazione? Curiosità, immobilità e silenzio. Fermati davvero. Anche dentro. Smettila di pensare. Ascoltati. Cosa ti fa tanto male? Quali sono le parti di te massacrate, compresse, inascoltate ed incomprese? O di converso: quali sono le parti di te che stanno finalmente rifiorendo grazie a questo stop?
Siamo nudi davanti allo specchio e abbiamo le nostre risposte davanti agli occhi. Guardiamoci e guardiamoci dentro. Nella intimità delle nostre case abbiamo smesso di indossare tante maschere. Chi stiamo vedendo di fronte a noi? Ci piace chi siamo diventati? Ci appartiene davvero chi siamo diventati?
Credimi la domanda più meravigliosa ed importante che puoi farti ora è “chi voglio essere quando tutto questo finirà”?
(Pic credits Unsplash - Bankim Desai)
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