Che vergogna ...
Lo sai quali sono nella maggior parte dei casi le emozioni più annichilenti che ci condizionano la vita è dalle quali cerchiamo di fuggire in tutti i modi architettando le strategie e le soluzioni più varie e talvolta anche inconsciamente complicate? L’umiliazione e la vergogna.
Quando per la prima volta nella tua vita vieni umiliato fisicamente o psicologicamente perdi il tuo senso di completezza ed incominci a sentirti vulnerabile, attaccabile, mancante di qualcosa... e’ una sensazione tanto intensa e tanto forte da toglierti completamente fiato e potere. Ti denuda e in quel momento dentro di te si rompe qualcosa e il tuo rapporto con te stesso cambia per sempre.
Umiliazione e vergogna ti marchiano a fuoco. Da quella prima volta cambi il modo di affrontare qualsiasi cosa . Diventi timido, oppure arrogante e prepotente, ti difendi o impari a nasconderti dietro le scuse, le giustificazioni o le bugie. In tutti i casi la strategia che costruisci ha lo stesso identico scopo: evitare di cadere ancora in quelle emozioni così annichilenti e così devastanti quali sono l’umiliazione e la vergogna.
Prova a guardarti indietro o a guardarti dentro e dimmi se non e’ stato così anche per te . C’e’ sicuramente un momento della tua vita in cui hai smesso di sentirti inattaccabile e sereno. Prima lo eri, poi, dopo quel momento hai dovuto cominciare a fare i conti con la paura.
Paura che succedesse di nuovo. Paura di sperimentare ancora una situazione dove qualcun altro ha il potere di farti sentire così vulnerabile, piccolo, indifeso.
Non credo di aver ancora incontrato una singola persona nella mia vita che non sia passata da una esperienza di umiliazione e vergogna. La cicatrice di solito è profonda, ma più della cicatrice conta il senso di inadeguatezza che tale esperienza ti lascia dentro. E’ da li che cominciano a germogliare la mancanza di stima, la mancanza di fiducia, il senso di impotenza, il sentirsi incapace di qualcosa, le fobie. E talvolta queste cose crescono fino a trasformarsi in ansia e depressione.
L’umiliazione e la vergogna sono le radici della bugia più grande a cui cominciamo a credere: quella di essere incompleti e mancanti, quella di non essere abbastanza.
La natura stessa dell’umiliazione e della vergogna ci fanno precipitare a capofitto in tali convinzioni: perché difficilmente siamo disposti a parlare con qualcuno di quella terribile sensazione che abbiamo provato e quindi, ce la teniamo tutta dentro, e continuiamo a guardarla e riguardarla da mille angoli, sentendoci sempre peggio, annegandoci in mezzo.
Come sarebbe diversa la nostra vita se fin dall’inizio qualcuno ci insegnasse a non credere a tale bugia. La bugia della nostra inadeguatezza.
Nessuno è inadeguato, abbiamo solo le idee terribilmente confuse perché invece di guardare dentro e imparare a capire chi veramente siamo e dove mettono radici le origini del nostro potere. Guardiamo fuori e ci confrontiamo con dei parametri stereotipati e e spesso inappropriati che ci fanno sentire mancanti di qualcosa. Il problema è la fiducia che mettiamo nell’ascoltare le regole del mondo invece che le regole dell’anima. E questo succede perché abbiamo semplicemente imparato a farlo, ascoltando e modellando quello che altri adulti intorno a noi hanno imparato e incorporato prima di noi.
Abbiamo bisogno di ascoltare altro. Abbiamo bisogno di capire come funzioniamo davvero. La nostra personalità non è la nostra identità. C’e’ differenza tra chi impariamo ad essere e chi siamo davvero.
E la misura della distanza tra la personalità e l’identità si chiama felicità.
Quando la nostra identità si riflette perfettamente senza compromessi nella nostra personalità e nella vita che creiamo noi siamo felici. Più larga è la distanza, più lasciamo spazio alla personalità di dettare le regole del gioco maggiore è il senso di disconnessione, mancanza di senso e infelicità che proviamo.
Ho impiegato anni ad acquisire la capacità di vedere e comprendere quale è la mia vera identità e impiegherò probabilmente la mia intera vita a padroneggiare la capacità di gestire i miei pensieri e le mie emozioni in modo che non mi portino in certi vicoli ciechi. Ma è assolutamente meraviglioso e cosi potente comprendere che non c’è nulla di inadeguato in me anche se non corrispondo a nessun parametro ovvio e condiviso dagli altri. Non c’è nulla di sbagliato in me anche se spesso mi sento aliena a ciò che mi circonda. Non c’è nulla che non funziona in me anche se non sono capace di fare quello che tanti altri fanno.
Ognuno ha davvero la sua ragione di esistere. Anche se gli altri intorno non riescono a capirla.
Il tuo vero compito è capire la tua ragione e giocartela al meglio delle tue possibilità.
(Pic by Caleb Wood for Unsplash)
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