Una vita meno "personale"...

Mi ci e’ voluto un po’ per comprendere la vera portata del suggerimento filosofico “non prendere tutto personalmente” ma le proficue letture di questa estate hanno davvero aiutato molto a mettere le cose in una prospettiva in cui comprendo e mi sento capace di cominciare a praticare questo suggerimento con disciplina. 

Sembra un controsenso, addirittura una cosa incongrua “Come faccio a non prendere le cose personalmente se certi giudizi od atteggiamenti sono rivolti a me? Come faccio a non arrabbiarmi, a non reagire se le persone mi attaccano?” E questa cosa non si capisce davvero finchè non ti rendi conto di una profonda verità. Ciò che gli altri vedono di te non sei tu, ma la proiezione di quello che i loro filtri mentali producono per loro nei confronti dell’argomento “te”. Ognuno possiede un pezzetto di te che è assolutamente influenzato dalla loro percezione di te. E la loro percezione di te è influenzata dalla loro storia personale. Ognuno proietta un pezzo di sè dentro gli altri. Quello che ognuno di noi esprime sono solo idee, opinioni che puoi assolutamente condividere o no. E rispetto alle quali sei assolutamente libero di non reagire. 

Nella nostra quotidianità spendiamo un sacco di risorse preziose a ribattere, farci coinvolgere, farci risucchiare dalle opinioni e dai giudizi degli altri dando loro un valore che non possiedono. Non c’e’ verità nel loro celebrarci o crocifiggerci, cosi come non c’e’ verità nel nostro giudicare gli altri. Un sacco di rumore per nulla. Un sacco di rumore che ti stordisce, ti svuota e toglie energia alle cose meravigliose che potresti fare per te stesso. 

Allora prova a fare questo esperimento. Smetti di farti coinvolgere personalmente in tutto e osserva quanto tempo guadagni nella tua giornata. Niente opinioni su tutto, pettegolezzi, maldicenze, commenti acidi che scatenano ritorsioni… Niente piu’ bisogno di avere l’ultima parola in discussioni chilometriche…. Niente piu’ prendersela per qualcosa che hai ascoltato o che ti e’ stato riportato… Non perchè sei diventato zen o superiore, ma solo perchè ne hai compreso la profonda inutilità. Hai di meglio da fare. Hai una vita da vivere, ricordi? 

E non è forse vero che il tempo è la cosa che ti manca di più? Se diventi “meno personale” nelle tue interazioni giornaliere ti garantisco che sarà come stampare minuti di vita da dedicare alle cose che rimandi costantemente o che ti fanno stare bene e non riesci a fare mai. Effetto collaterale: sarai incredibilmente piu’ sereno e soddisfatto.

Ed e’ solo l’inizio. Quando cominci ad approfondire questo concetto passi attraverso lo specchio di Alice e ti si apre un mondo. Perchè il  passo successivo che è “diventare impersonali” è in realtà una incredibile chiave evolutiva. Ora sei in cima al grattacielo e quando guardi giu’ niente e’ piu’ come lo vedevi prima. 

Ma questo è per un’altra storia.

(photo by Lo Ken for Unsplash) 

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